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Dolore nella donna

Il dolore femminile dipende da fattori fisici, psichici e socio-culturali e spesso si manifesta in forma cronica

come valutare e trattare il dolore nelle donneIl dolore è un'esperienza complessa, che deriva dall'integrazione di componenti fisiche, psichiche e socio-culturali. Tra le prime sembrano essere rilevanti, per esempio, le dimensioni corporee e lo spessore della cute, mentre tra quelle psicologiche possono assumere un ruolo molto importante l'ansia e la depressione: tutti elementi che possono differire in modo sostanziale nell'uomo e nella donna. Tuttavia, anche fattori sociali e culturali hanno un impatto significativo, soprattutto sul modo di interpretare e comunicare il dolore. Oggigiorno sappiamo che gli stimoli nocicettivi vengono percepiti e integrati in modo molto diverso nei due sessi e che il dolore cronico affligge in percentuale significativamente più elevata il sesso femminile: eppure, risulta che le donne hanno ancora una probabilità più bassa di ricevere le terapie adeguate. Le motivazioni per le quali persistono alcune barriere al trattamento analgesico nella popolazione femminile riconoscono forti radici psico-sociali, che possono essere identificate nei differenti ruoli di genere o nelle strategie di sopportazione del dolore, ma anche in una certa carenza nella comprensione o nell'accettazione di quelle differenze biologiche tra maschi e femmine che influenzano in modo rilevante le modalità di percezione del dolore.

Come valutare il dolore nelle donne. 
Alcuni studi suggeriscono che le differenze di prevalenza e di percezione del dolore possono essere in parte spiegate dal diverso assetto anatomico e ormonale, un'ipotesi supportata sia dal fatto che alcune di queste differenze sembrano attenuarsi alla fine della vita riproduttiva, sia dal riscontro che l'analgesia indotta da stress riconosce una modulazione da parte degli estrogeni e che alcune condizioni di dolore moderato, come quello mestruale, sono accompagnate da variazioni negli ormoni sessuali. La ricerca ha ormai indicato con certezza che, in genere, nelle condizioni dolorose croniche le donne presentano un numero maggiore di ricorrenze, ma anche un dolore più intenso e più persistente rispetto agli uomini. Tali evidenze devono essere attentamente considerate ogniqualvolta si debbano valutare l'intensità del dolore, le sue conseguenze e il trattamento delle patologie sottostanti.

Come trattare il dolore nelle donne. 
È stato messo in luce che alcuni tipi di dolore sono maggiormente presenti nei Paesi in via di sviluppo rispetto a quanto accade nelle nazioni industrializzate e che in determinate zone del mondo sono le norme sociali e culturali, lo status economico e alcune impostazioni governative a incidere maggiormente sulle impostazioni delle terapie antidolore. Una situazione che deve essere modificata al più presto, anche in ragione del fatto che le condizioni associate al dolore che prediligono le donne sono numerose e, in genere, altamente invalidanti. Per esempio, la fibromialgia, la sindrome del colon irritabile, ma anche l'artrite reumatoide, l'osteoartrite, il disordine dell'articolazione temporomandibolare, il dolore pelvico cronico e l'emicrania sono tutte patologie a forte prevalenza femminile, per le quali un adeguato trattamento analgesico non è solo consigliato, ma essenziale per il controllo della progressione della malattia.

 

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