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Quando lo smartphone aiuta a ridurre il dolore nell’osteoartrosi

Positivi i risultati ottenuti con una app che mostra gli esercizi da fare

03/04/2020

Ridurre il dolore percepito senza avere peggioramenti della sintomatologia, migliorando anche la funzionalità fisica. È l’obiettivo che sono riusciti a centrare molti pazienti affetti da osteoartrosi del ginocchio o dell’anca con semplici esercizi effettuati tutti i giorni, grazie all’aiuto di una app installata sul loro smartphone.

Il risultato, appena pubblicato su “PLOS ONE” un’importante rivista scientifica, conferma un dato che sta emergendo da molte esperienze condotte in tutto il mondo: i dispositivi mobile possono essere un utile ausilio per mantenere o ritrovare lo stato di salute, perché rendono disponibili chiare e semplici indicazioni di comportamento, con promemoria che richiamano all’ordine anche i più indisciplinati.

Questo è particolarmente evidente nel caso delle patologie croniche, come l’osteoartrosi, che si stima possa colpire un quarto circa della popolazione over 45 e per la quale sono raccomandati sia la terapia fisica sia il movimento.

Nello studio, condotto da Hakan Nero e colleghi della Lund University di Malmo, in Svezia, hanno coinvolto 500 soggetti affetti da questo disturbo, per la maggior parte donne leggermente in sovrappeso intorno ai 60 anni di età. Grazie alla app sviluppata dai ricercatori, i pazienti ricevevano quotidianamente nuove indicazioni sull’attività fisica da svolgere.

“Gli esercizi erano ideati per irrobustire i muscoli dell’area colpita: si trattava di 2-3 esercizi al giorno, che richiedevano solo 5-10 minuti di tempo”, ha spiegato il dottor Nero, sottolineando la semplicità delle istruzioni e la limitatezza dell’impegno richiesto. “Dopo sei mesi il gruppo mostrava in media una diminuzione del dolore del 50% e un miglioramento della mobilità del 43%, e i benefici si sono mantenuti fino a un anno dall’inizio della sperimentazione”.

 

https://www.eurekalert.org/pub_releases/2020-03/lu-ahr030520.php

http://dx.doi.org/10.1371/journal.pone.0229783

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